Ciao Claudio

Tanti sono i messaggi circolati in ricordo di Claudio Strambi, le testimonianze di affetto, il saluto commosso di chi lo aveva conosciuto e scambiato con lui esperienze di lotta, riflessioni, momenti di festa e risate. Quelle che trovate di seguito, fra le tante cose scritte per Claudio, sono le comunicazioni giunte per la pubblicazione alla redazione, a noi, che componiamo questa pagina col cuore stretto.

La sera del 7 aprile ci ha lasciato improvvisamente Claudio Strambi.

Abbiamo perso un amico e un compagno. Ci mancano le parole in questo momento, e poche righe non basterebbero a ripercorrere decenni di militanza anarchica, sindacale di base e anarcosindacalista.

Ringraziamo chi lo ha ricordato in questi giorni, con comunicati e messaggi personali. Ringraziamo le compagne e i compagni di Pisa, della Toscana, e un po’ da tutta Italia che hanno fatto sentire la propria vicinanza.

Era conosciuto come infermiere e come sindacalista sul posto di lavoro a Pisa al Santa Chiara, nella sua città, e a Firenze, dove ha vissuto molti anni, contribuendo alle lotte sindacali anche a Careggi. È stato un anarchico, un comunista libertario, organizzatore politico e sindacale, attivo nelle lotte sociali, dal diritto alla casa alla difesa degli spazi sociali, così come nella lotta antimilitarista, per la sanità pubblica, nella solidarietà internazionalista e in tanti altri campi di intervento. Un impegno sempre in prima fila, che ha spesso incontrato la repressione dello Stato. Si confrontava sempre in modo aperto, si impegnava nella costruzione di percorsi unitari, fuori da logiche minoritarie e al contempo sempre senza perdere la bussola della prospettiva anarchica.

Ha partecipato a numerose esperienze organizzative. Ricordiamo il suo contributo a Comunismo Libertario, la costituzione del Kronstadt Anarchico Toscano e l’omonima rivista che per anni ha avuto sede proprio presso il Circolo di Vicolo del Tidi, nata dal rapporto con le compagne e i compagni di Volterra e di altre località toscane, così come la sua militanza nella Federazione Anarchica Italiana e nell’Unione Sindacale Italiana.

Non si accontentava, portando con le sue analisi originali e acute un contributo stimolante al dibattito e alla riflessione sempre teso a pensare l’anarchismo come una forza politica in grado di intervenire tra le contraddizioni della società. Collaborava alla stampa di movimento e in particolare ad Umanità Nova. Stava conducendo da anni uno studio approfondito sulla figura di Camillo Berneri, da questo lavoro aveva pubblicato i primi tre volumi de “L’inquieta attitudine”.

Quando qualche anno fa è tornato a vivere a Pisa, ha dedicato gran parte delle sue energie al Circolo Anarchico di Vicolo del Tidi. Insofferente alle ritualità, dava al movimento anarchico una dimensione attuale e dinamica. Nella costruzione di gruppi, reti e relazioni solidali libertarie così come nella partecipazione ad assemblee, percorsi di lotta e movimenti, dando sempre all’anarchismo un ruolo propositivo sia sul piano dell’azione pratica sia dell’analisi. Riusciva sempre a valorizzare la capacità dell’anarchismo di essere riferimento sulle questioni più attuali e apparentemente più complesse, fuori da dogmatismi e illusioni autoritarie, proprio perché lontano da ogni idea di “presa del potere”.

Lo ricordiamo anche nei momenti di gioia e condivisione, nelle chiacchierate alle iniziative o in strada di fronte a una birra, per il suo umorismo irriverente, per il suo modo unico di vestire e di camminare, per la musica che lo accompagnava e le canzoni.

Il pensiero e l’azione per cambiare il mondo lo hanno profondamente caratterizzato, di lui resta forte per tutte le compagne e i compagni questa tensione trasformatrice e ideale per l’autoemancipazione sociale, fatta di umanità e rara sensibilità.

Siamo vicini ai familiari, a suo figlio e a tutti i suoi affetti.

Grazie Claudio!

Circolo Anarchico di Vicolo del Tidi, Pisa

Spazio Libertario Pietro Gori – Kronstadt Volterra

 

Ciao Claudio,

con te se ne è andata una parte importante delle nostre lotte, quelle di Via dei Conciatori, che tu hai sempre animato, con l’impegno, la determinazione ma anche, e soprattutto, con la tua profonda umanità.

Anarchico, paladino degli ultimi, determinato e tenace, ma con quel sorriso e quella battuta che alleggeriva spesso anche le situazioni più pesanti. È proprio con il tuo sorriso inconfondibile, la tua risata, la tua ironia, che ti vogliamo ricordare. E con la bandiera in mano, ai presidi ed alle manifestazioni, poi nelle assemblee, e con le tue parole, mai retoriche, contro le ingiustizie che purtroppo riempiono questo mondo. Ti ricordiamo anche nelle feste, nei momenti di svago, magari dopo le manifestazioni, con la piacevolezza del divertimento e la gioia di stare insieme. Hai saputo

essere profondo eppure leggero, lottare e godere della vita, nei momenti belli, come quelli in cui ti abbiamo conosciuto, rappresentando l’essenza del mondo che vorremmo costruire.

Ci mancherai, Claudio! Sarai con noi nei pensieri e momenti di lotta e di ribellione, ma ti lasceremo il posto, il tuo posto, anche in quelli di godimento e di gioia, senza i quali, come tu per primo ci hai insegnato, non si può costruire quel rivoluzionario autentico mondo nuovo.

Anarchici di Via dei Conciatori e Borgo Pinti (Firenze)

Ciao Claudio

Claudio ci ha lasciato il giorno 8 aprile, a pochi giorni dal diciottesimo anniversario della costituzione della Federazione Regionale Toscana Usi Sanità fondata l’11 aprile 2008.

Claudio è stato tra i protagonisti della costituzione di questa federazione; ricordiamo che ha presieduto la riunione che ha dato vita all’atto costitutivo. Claudio ha voluto fortemente che l’USI fosse il suo sindacato e che fosse una realtà presente e viva nel suo territorio.

Sono tanti i momenti che affiorano alla mente pensando a lui: i suoi interventi nelle assemblee dell’USI, la sua presenza alle tante manifestazioni dove, quasi sempre, al termine dell’iniziativa, allestiva una sorta di banchetto – spesso una bandiera stesa per terra – per esporre i suoi libri su Camillo Berneri.

Claudio non è stato solo un militante dell’USI: è stato un attivista instancabile nel suo territorio come militante anarchico e libertario. È sempre stato impegnato come promotore di lotte in difesa dei più deboli e di coloro che la storia sembrava aver già condannato.

Claudio, per noi di USI-CIT è stato un compagno prezioso e stimolante, un compagno che lascia un segno profondo nella nostra storia. Nella tanta tristezza data dalla sua morte, vogliamo ricordare il suo sorriso e la sua mimica, capaci di trasmettere allegria e una profonda gioia di vivere.

USI -CIT Unione Sindacale Italiana

Ricordando Claudio Strambi

Con profonda tristezza abbiamo appreso la notizia della scomparsa improvvisa di Claudio Strambi. Claudio per noi ha rappresentato molto, è stato un compagno con cui si poteva discutere di tutto in libertà, certi di trovare possibilità di scambio e di confronto aperto. Faceva parte della FAI seguendone convintamente l’attività complessiva. A livello territoriale si era adoperato nel Coordinamento Anarchico Toscano, che lo aveva visto tra i promotori, mettendo a frutto i legami politici maturati nel periodo in cui aveva vissuto a Firenze. A Pisa, sua città, dove era molto conosciuto, è sempre stato politicamente attivo, rappresentando, insieme ad altri compagni, un punto di riferimento locale per la FAI e garantendo sempre la continuità di presenza dell’organizzazione. Altrettanto forte e significativo anche il suo impegno sindacale nell’USI, come lavoratore e sindacalista del settore sanità.

Il forte attaccamento alla dimensione organizzativa che lo caratterizzava, insieme alle doti umane e comunicative, lo rendeva capace di attraversare in modo politicamente riconoscibile e limpido le varie situazioni di lotta in cui si proiettava, sollecitato da un interesse costante che non era semplice curiosità politica, tantomeno intellettuale, ancor meno sterile presenzialismo. Ad animarlo era la viva convinzione che il metodo e la prospettiva anarchica abbiano la reale possibilità di imprimere radicalità alle lotte. Una convinzione che condividevamo e che ci ha visti a fianco in molte occasioni e mobilitazioni, grazie anche alla vicinanza territoriale, ma non solo. Con lui abbiamo condiviso la ferma fiducia in una nuova società, mai schiacciata dalla miseria dell’esistente e dall’inevitabile disincanto prodotto dall’esperienza, una fiducia sempre palpitante e ravvivata dall’amore per l’umanità. Amava citare questo passaggio di Malatesta: “L’anarchia è l’ideale che potrebbe anche non realizzarsi mai, così come non si raggiunge mai la linea dell’orizzonte, l’anarchismo è il metodo di vita e di lotta e deve essere dagli anarchici praticato oggi e sempre, nei limiti delle possibilità, variabili secondo i tempi e le circostanze”.

Con Claudio c’era un confronto costante su come coordinare le lotte della sanità con quelle della scuola o della casa, su come caratterizzare il nostro antimilitarismo, su come fronteggiare la repressione, su come far crescere l’anarchia. Andava fiero di Umanità Nova, orgoglioso che ci fosse un settimanale, e collaborava con disponibilità e competenza al giornale. E poi c’era la sua passione per la storia della Spagna, lo studio approfondito della figura di Berneri, la sua capacità intellettuale, su cui spesso ironizzava compiaciuto, sottolineando di essere un infermiere che scriveva anche dei libri.

Claudio amava il mare, gli piaceva la musica, amava suo figlio, amava la socialità. Gli piaceva ridere e stare insieme alle compagne e ai compagni. Il suo corpo era una bandiera, inconfondibile, che sventolava ovunque. Rosso nera.

Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.

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